... all'inizio non volevano salire sul palco ... adesso non vogliono più scendere!
venerdì 7 marzo 2008
giovedì 6 marzo 2008
venerdì 29 febbraio 2008
Romanticismi mocciani 3
Step: "Cosa?" Babi: "Non l'ho mai fatto prima."
Step: "Lo faresti con me?" Babi: "Sì."
Step: "È la cosa più bella che mi potessi mai dire!"
(N.d.R.: "Grazie al ca**o!")
3msc
Romanticismi mocciani 2
Step: "Pallina...Cazzo, ma sei diventata una strafiga!"
Pallina: "Oh, ce l'hai fatta a capirlo!"
Ho voglia di te
Romanticismi mocciani 1
Madre Step: "E come è stato? Ancora tre metri sopra il cielo?"
Step: "No... tre metri sotto terra."
3msc
giovedì 21 febbraio 2008
Stardust
Così comincia il romanzo "Stardust" scritto da Neil Gaiman (autore del fumetto Sandman) da cui è tratto l'omonimo film.
Il film inizia con una voce fuori campo narrante di un giovane che, un tempo, eludendo la sorveglianza dell'anziano guardiano del muro di confine tra il mondo umano ordinario e quello sconosciuto e magico del regno di Faerie, riuscì ad entrare nel territorio straniero. Qui il giovane conosce la giovane principessa Una (figlia del re) tenuta prigioniera da una strega che si sposta su un carro ambulante di mercato in mercato; da i due nasce un bambino, Tristan, che viene allevato dal padre nel mondo umano. Cresciuto, Tristan s'invaghisce di Victoria, egocentrica ragazza materialista e calcolatrice. Nel frattempo, nel regno di Faerie, il re è in fin di vita e chiama al proprio capezzale i figli maschi per discutere della successione al trono; il sovrano, astuto e senza scrupoli, prima di spirare decreterà che il trono spetterà di diritto all'erede maschio in grado di riportargli il topazio che nel frattempo lancia tra le stelle. Il gioiello ricadrà sulla terra sotto le sembianze di una stella cadente, visibile anche dal mondo umano. Tristan e Victoria che in quel momento si trovano insieme, osservano la caduta del corpo celeste oltre il muro di confine che separa i due mondi; Tristan, per fare colpo su Victoria le promette che le riporterà proprio quella stella come segno d'amore. La stella, caduta sulla terra ma nel territorio del regno magico di Faerie, assumerà le fattezze di un'algida ragazza indifesa di nome Yvaine e con indosso il gioiello del re; il cuore della stella in forma umana, nel regno di Faerie garantisce eterna giovinezza a chi ne entra in possesso; per questo motivo, la ragazza diverrà l'obiettivo di una triade di streghe sorelle bicentenarie avide di giovinezza e vita eterna e, successivamente, anche dell'erede al trono del regno, Septimus, ultimo dei sette figli maschi del re (tutti assassinati per reciproco arrivismo) ed anch'esso attratto dalla prospettiva di reggenza eterna...
A me è piaciuto molto. Ottimo per una visione da relax!
Segnalo Robert DeNiro nei panni del capitano di un vascello pirata che solca i cieli, molto simpatica la sua parte in cui la comicità è spesso esilarante grazie alla sua doppia personalità.
lunedì 11 febbraio 2008
into the wild

lancio allora l'incipit con due righe d'impressione (e speriamo non facciano "impressione" per come sono scritte) sul film INTO THE WILD, che vede il grande Sean Penn impegnato a creare con la macchina da presa. inizio con un "mi è piaciuto", ma sconsiglio lo spettacolo in seconda serata onde evitare fasi REM in piena visione di film. a chi piace la natura selvaggia come luogo per ritrovare non solo se stessi, ma anche il fondamento della propria umanità...questo è il film che abbraccia in toto il vostro punto di vista. storia vera, romanzata senza eccessive sviolinate, vede però il protagonista un po' santone guaritore delle anime, un po' asceta e mistico dei tempi postmoderni. se dobbiamo proprio essere pignoli (e io "pigna" lo son per vocazione), mi ha deluso sotto un certo aspetto. diviso tra il voler condannare le inettitudini della società moderna, e il mostrare la piccolezza umana alle prese con una natura che ha espulso l'uomo dalle sue leggi e dalla sua essenza, la narrazione ha finito per non sviscerare nessuno dei due temi. e così alla fine risulta un protagonista che parte per redimere l'essere umano dalle sue degenerazioni e finisce per sembrare solo un paranoico ragazzino che va in crisi per due genitori poco sensibili. bisogna dire che ho particolarmente apprezzato le scelte stilistiche: sia in alcuni virtuosismi di forma, sia per come è stata condotta la narrazione.